Design: Pensieri e parole

Titolo: Design Pensieri e parole
A cura di: Roberto Marcatti
Editore: De Lettera
Data pubblicazione: 2005
Pagine: 96

In un mondo sempre più senza confini, poroso e ossequioso al dio mercato, la risposta autobiografica di personaggi anche non direttamente coinvolti nel  sistema design rappresenta un modo di infrangere la cortina mediatica ufficiale. Pensieri e parole in libertà per liberarsi, almeno per il tempo della lettura, della melassa pervasiva in cui lentamente naufraga il nostro spirito critico. Trenta tra critici, industriali, designer, filosofi, sociologi, galleristi, fotografi e "avanguardisti" rispondono alle stesse quaranta domande dell'intervista su temi molto ampi: dai propri tratti caratteriali alle preferenze nella letteratura, nello sport e negli oggetti d'uso, fino ai giudizi sul design, sui grandi protagonisti dell'architettura, sulla storia e la tecnologia. Un insieme di opinioni sulle quali riflettere e che, generalizzando, esprimono un certo disagio con la realtà attuale.
E non potrebbe essere altrimenti. Da quando la navigazione a vista, orientata al solo valore, ha rimpiazzato la navigazione mirata, orientata ai valori, c'è un grande trambusto in coperta. La risposta a molte domande, se lette in filigrana, rappresentano anche il modo di orientarsi nella nostra attuale e difficile transizione. Alcuni personaggi hanno ancora padronanza di bussola e sestante, altri con lucida consapevolezza li hanno persi.
Il linguaggio televisivo delle domande, a volte astratto (come se la storia permettesse il gioco della torre), a volte direttamente personale (il suo principale difetto?), obbligano gli intervistati a risposte immediate e brucianti rivelandone, anche nello stile, la  personalità. Quasi ovvio a dirsi, i più sintetici sono i fotografi (confermato il detto per cui un'immagine vale più di mille parole), i più attenti alle risposte critici e filosofi e poi i partigiani del passato e del futuro. Aldilà della legittima curiosità di conoscere l'opinione di personaggi importanti, mi sono interrogato sulla effettiva utilità di un volume così concepito. Nelle immediate vicinanze di un'esplosione del mondo che ci ha restituito la realtà sotto forma di miriadi di frammenti, partire dal pensiero delle persone può rappresentare una sorta di grado zero metodologico.
Una presa in diretta di tante verità personali può aiutare nella risposta sul "che fare" di cui più o meno tutti ci sentiamo orfani. Certamente vera e necessaria l'esortazione dell'anziano industriale (Giulio Castelli) che lamenta lo scarso senso del rischio per innovare dei suoi più giovani colleghi, così come il desiderio del grande critico e storico (Gillo Dorfles) di essere lui il designer della nuova Porsche.
Velocità e bellezza in un mondo reale dove la velocità è ancora lo spazio tempo che copre le distanze geografiche, e non solo quell'estensione temporale dello spazio-velocità di Paul Virilio, sorta di sostanza eterea nella quale il tempo è sempre più ridotto dalla nostra capacità di trasporto, trasmissione e azione telematica. Pensieri e parole che coprono l'arco di due generazioni. Protagonisti e spettatori, insieme a molti altri, di quella che Zygmunt Bauman definisce come la trasformazione della modernità solida nell'attuale modernità liquida e nella quale, volenti o nolenti, nuotiamo ogni giorno.

 
Joomla 1.5 Templates by JoomlaShine.com